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Il Game Boy Advance SP resta, a distanza di più di vent’anni, uno degli oggetti più azzeccati mai usciti da Nintendo: si chiudeva a conchiglia, entrava in tasca senza rovinarti i pantaloni, e con la retroilluminazione risolveva finalmente il problema dello schermo del GBA originale che al buio era illeggibile. Anbernic l’ha capito benissimo, e con la RG SP appena annunciata ne clona la forma quasi pixel per pixel.
L’ha raccontato Time Extension, e i numeri sono quelli tipici della fascia Anbernic ormai matura: schermo IPS da 3,4 pollici a 720x480, processore Allwinner H700 (lo stesso che troviamo su parecchi handheld cinesi recenti, capace senza troppi patemi di reggere fino a PS1 e sistemi 16-bit con margine), batteria da 3300 mAh con ricarica rapida fino a 7,5W. Il claim ufficiale, tradotto, è far rivivere “la pura gioia dell’era 2D”. Marketing a parte, la scelta tecnica dietro merita due parole in più.
Niente stick analogici, ed è una scelta precisa
La cosa che salta all’occhio, e che secondo me è la vera notizia sotto la notizia, è l’assenza totale di stick analogici. Solo croce direzionale e pulsanti frontali, esattamente come il GBA SP originale. In un mercato dove ormai quasi ogni nuovo handheld Anbernic o Retroid punta ad arrivare a PS2 e GameCube con doppio stick Hall-effect, fare marcia indietro sembra un controsenso commerciale. Non lo è, se guardi bene il target.
La RG SP non vuole competere con la fascia alta emulazione 3D. Vuole essere il dispositivo con cui rigiochi Pokémon Smeraldo, Metroid Fusion, Kirby e tutto il catalogo 2D che con la croce direzionale ci gioca benissimo e non ha mai avuto bisogno di uno stick analogico in vita sua. Tolgo gli stick, abbasso i costi, alleggerisco il case, e ottengo un dispositivo pensato apposta per un solo tipo di libreria: quella 2D pura, NES/SNES/GBA/Genesis, dove la croce direzionale non è un compromesso ma lo standard con cui quei giochi sono stati progettati.
È lo stesso ragionamento che avevo fatto parlando del Miyoo Mini Plus in una guida agli handheld che ho scritto qualche giorno fa: se il tuo obiettivo dichiarato è la generazione 8/16-bit, uno stick analogico che non userai mai è solo un costo e un punto di rottura in più.
Il form factor conta più di quanto si pensi
Il pieghevole a conchiglia non è solo nostalgia da vetrina. Chiuso protegge lo schermo senza bisogno di custodie aggiuntive, entra in tasca in modo naturale, e libera lo spazio per uno schermo relativamente generoso (3,4 pollici) su un corpo che da chiuso resta compatto. Chi ha avuto un GBA SP originale ricorderà anche il piacere tattile dello scatto della cerniera: un dettaglio piccolo, ma che i cloni economici spesso rovinano con un meccanismo ballerino dopo qualche mese d’uso. Su questo aspetto specifico bisognerà aspettare le prime unità in mano per capire se Anbernic ha fatto i compiti seriamente o se ha risparmiato sulla cerniera come talvolta capita nella fascia bassa del suo catalogo.
Sul chip, l’Allwinner H700 lo conosciamo già da altri modelli Anbernic recenti: non è un mostro di potenza, ma per l’obiettivo dichiarato (16-bit e sotto, con margine su qualche titolo PS1 leggero) è più che sufficiente, e ha il vantaggio di consumare poco, che si traduce in autonomia reale coerente con la batteria da 3300 mAh dichiarata.
Vale la pena, secondo me
Se cerchi un dispositivo che faccia tutto, dal NES alla Dreamcast, la RG SP non è quello che stai cercando: per quello restano scelte migliori il Retroid Pocket 5 o l’Anbernic RG556, con doppio stick e chip più potente. Ma se il tuo obiettivo è specifico e onesto — rigiocarti l’infanzia 2D, GBA in testa, in un formato che sta in tasca ed è chiaramente pensato per quello scopo — la RG SP colpisce esattamente il bersaglio che si è data, senza fingere di essere altro.
È anche, va detto, un acquisto d’impulso facile: prezzo presumibilmente contenuto (Anbernic in questa fascia storicamente si muove tra i 40 e i 70 euro) e un design che parla direttamente alla nostalgia di chiunque abbia avuto un GBA SP in tasca alle medie. Aspetto la disponibilità effettiva e i primi unboxing prima di consigliarla a scatola chiusa, ma l’impostazione tecnica, per quello che deve fare, mi convince.
Fonte: Time Extension
